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Obesità, dieta e corretto regime alimentare

L’obesità in età pediatrica ed adolescenziale

 Epidemiologia - Definizione - Fattori responsabili dello sviluppo dell'obesità - Conseguenze dell'obesità infantile - Suggerimenti - La piramide alimentare

 

 

Epidemiologia
 La prevalenza dell'obesità e del sovrappeso in Italia si aggira intorno al 20% (avvicinandosi in tal modo ai valori degli Stati Uniti), con forti differenze regionali che arrivano ad interessare più del 36% della popolazione pediatrica  in Campania, come risulta da una recente indagine condotta dalla Coldiretti insieme alle ASL e all’Università “Federico II”.
L'obesità è una condizione in grado di indurre un aumento significativo di rischio per la salute e vi è una probabilità compresa fra il 30% e il 60% che un bambino in soprappeso mantenga l’eccesso di peso anche in età adulta. Tale probabilità aumenta quando uno o più familiari sono obesi.

 

 


Definizione dell'obesità
L'obesità, tanto nel bambino quanto nell'adulto, consiste in un eccesso di grasso corporeo.
L'entità dell'eccesso ponderale ci permette di definire se un soggetto è in sovrappeso, obeso o superobeso.
Pertanto, il soggetto viene definito:

  • sovrappeso se presenta un eccesso ponderale compreso tra il 10-20% in più rispetto al suo peso ideale;
  • obeso se ha un eccesso ponderale superiore al 20% rispetto al suo peso ideale;
  • superobeso quando l'eccesso ponderale è superiore al 50% del suo peso ideale.

 

Un indice molto adoperato per la definizione del sovrappeso e dell’obesità è il BMI (Body mass Index) o “Indice di massa corporea” che si ottiene dal rapporto tra il peso e l’altezza esprimendo il peso in Kg e l’altezza in metri al quadrato.

BMI tra 25 e 30 = sovrappeso

 

BMI > 30 = obesità

Mentre nell’adulto il BMI ha un valore fisso, nel bambino varia oltre che col sesso anche con l’età. Pertanto per definire un bambino in soprappeso o obeso in base al BMI ci vogliono degli standard di riferimento.

 

 


Fattori responsabili dello sviluppo dell'obesità
L'obesità dipende da una predisposizione genetica e da fattori ambientali. Anche se la predisposizione genetica all’obesità ha un'influenza nel determinare un accumulo di grasso, la principale causa dell'obesità è di tipo ambientale ed in particolare dipende dalla rottura dell'equilibrio tra calorie introdotte e quelle consumate.


Fattori ambientali

  1. CATTIVA ALIMENTAZIONE

    Consiste nel consumo di alimenti (sia bevande che cibi solidi) dotati di ottima palatabilità ma ricchi in zuccheri semplici e grassi (succhi di frutta, bevande gassate e zuccherate, snack dolci e salati, ecc.) e scarso consumo di frutta e verdura.

  2. IPERALIMENTAZIONE

    Consiste in un eccesso di apporto alimentare al di sopra delle necessità nutrizionali. Spesso, dovuto ad uno stile alimentare familiare o a problematiche psicologiche. Il 15% dei bambini mangia per reagire alla tristezza e un adolescente su 4 ammette di mangiare per contenere l’ira contro qualcuno.

  3. SEDENTARIETÀ

    È conseguenza del progresso tecnologico che da un lato riduce il movimento delle persone (automobile, ascensore, riscaldamento, ecc.) dall’altro impegna i bambini in attività che non richiedono impegno fisico (videogiochi, televisione, ecc.)

 

 


Conseguenze dell'obesità infantile
Accanto agli evidenti danni estetici (eccessiva adiposità toracica e addominale, apparente sviluppo mammario nel maschio, genitali apparentemente piccoli ) alle complicanze ortopediche (ginocchio valgo, piedi piatti, artropatie degenerative) l’obesità comporta anche danni metabolici (iperinsulinemia, intolleranza al glucosio,diabete mellito 2) ed aumento della pressione arteriosa che rappresentano importati fattori predisponesti di malattia cardiovascolare in età adulta.
Sovente sono presenti anche conseguenze psicologiche in quanto i bambini obesi rischiano di essere derisi dai compagni con conseguente isolamento sociale e diminuzione dell’autostima.

 

 

Suggerimenti
Per combattere e prevenire l’obesità sin dall’infanzia, è importante agire sul comportamento alimentare e promuovere un sano stile di vita.

 


È consigliabile dunque seguire alcune semplici regole per prevenire il rischio di obesità in età pediatrica:

  • Anzitutto non proporre al bambino troppi spuntini, specialmente se sono costituiti da dolci, succhi di frutta, bevande gassate e zuccherate, cioccolata, merendine in genere che sono particolarmente ricchi in grassi e zuccheri semplici, facilmente assorbibili e poco sazianti.

  • Preferire i prodotti fatti in casa a quelli confezionati.

  • Non eccedere con le proteine, quindi in un pasto dare o la carne, o le uova o formaggio, mai tutti insieme.

  • Non forzare mai il bambino a mangiare, per evitare che mangi solo per timore di essere sgridato, o per far piacere ai genitori, sviluppando così un rapporto distorto con il cibo.

  • Abituare il bambino al gioco e al movimento, camminare almeno due ore al giorno.

  • Praticare uno sport qualsiasi con regolarità.

  • Limitare la TV durante il tempo libero a non più di un'ora.

  • Creare un giusto rapporto tra sonno e veglia: i problemi con il sonno possono influenzare quelli con il cibo, che spesso è visto come un rifugio appagante.

  • Non usare mai il cibo come premio o come castigo.

  • Controllare il peso con regolarità per intervenire prima che sia troppo tardi.

 

 

 

 

 

La piramide alimentare


La Piramide alimentare è simbolo della sana ed equilibrata alimentazione.
Ci deve guidare nella scelta giornaliera degli alimenti.
La piramide è formata da 4 sezioni contenenti vari gruppi di alimenti.
Ciascun gruppo deve essere presente nella nostra dieta in modo proporzionale alla grandezza della sua sezione.

 

 


a cura dell’équipe dell’U.O.S. di Auxologia ed Endocrinologia dell’età evolutiva: Maria Rosaria Licenziati (responsabile), Silvana Capasso, Lucia Auriemma, Donata De Marco, Simona Mercurio
Data aggiornamento: 06/10/2005




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Data ultimo aggiornamento 28/08/2008
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