arco aortico

arco aortico

L’Aorta: la più importante e la più grossa
È il più grande tronco arterioso del corpo. Dall’aorta si originano tutte le arterie della grande circolazione deputate al trasporto del sangue arterioso ossigenatodal cuore a tutte le parti del corpo.
L’aorta è situata prima nel mediastino posteriore, attraversa il muscolo diaframma passando nell’apposito orifizio e va infine a collocarsi sulla parete posteriore della cavità addominale.
Origina direttamente dal cuore, precisamente dalla base del ventricolo sinistro e, dopo il suo lungo decorso, prima intratoracico e poi intraddominale, termina all’altezza della quarta vertebra lombare, biforcandosi nelle due arterie iliache comuni di destra e di sinistra. Dall’angolo di biforcazione si dirama un ramo, che discende davanti alla V vertebra lombare, chiamato arteria sacrale media. Subito al di sopra della sua origine, l’aorta si dirige in alto e a destra (aorta ascendente), quindi, si ripiega su se stessa descrivendo un arco (arco dell’aorta), poi discende (aorta discendente) sul lato sinistro della colonna vertebrale, fino a livello della VII vertebra toracica. Da questo punto, oltrepassa il diaframma, penetra nell’addome davanti alla colonna vertebrale per biforcarsi a livello della IV vertebra lombare.
L’aorta presenta, come tutte le arterie, una forma cilindrica ed alla sua origine ha un calibro leggermente aumentato.

Quali malattie la colpiscono
L’aorta può presentare malformazioni congenite, come forma alterata e funzione disturbata (come ad esempio nella stenosi istmica) o essere sede di lesioni infiammatorie (aortite luetica) o degenerative (aterosclerosi).

Se è infiammata.
L’aortite è un processo infiammatorio a carico della parete dell’aorta. Riconosce diverse possibili cause, ma la più nota è costituita dalla sifilide (o lue) nelle sue fasi più avanzate (periodo terziario). Il sintomo principale è un forte dolore retrosternale scatenato per lo più da sforzi ed emozioni. L’aorta viene interessata selettivamente nel suo tratto ascendente e nell’arco, a livello della tonaca media e dell’avventizia, sebbene spesso neppure l’intima viene risparmiata. La sua consistenza è aumentata per l’iperplasia del tessuto connettivo, mentre di pari passo aumentano il suo calibro e la sua lunghezza. Si tratta di una malattia grave, che porta alla morte o per edema polmonare o per rottura dell’aorta stessa in conseguenza di un aneurisma formatosi con il progressivo cedere della parete. Attualmente l’aortite luetica è di riscontro eccezionale.

Se è ispessita
L’aortosclerosi è un ispessimento con sclerosi e frequente deposizione dei sali di calcio a carico delle pareti dell’aorta. Il processo va compreso nel quadro più generale dell’arteriosclerosi, di cui l’aortosclerosi rappresenta un aspetto poco rilevante dal punto di vista clinico: è comunque un reperto pressoché costante, oltre una certa età, nei comuni radiogrammi del torace (sclerosi del cappuccio aortico).

Se è dilatata
L’aneurisma è la dilatazione della parete di un’arteria, di una vena o del cuore. Gli aneurismi arteriosi si manifestano come dilatazioni pulsanti del vaso: la localizzazione più importante è a carico dell’aorta (aneurismi aortici). Qui, a seconda della porzione colpita, si individuano cause diverse: in assoluto l’arteriosclerosi è la più frequente, tuttavia fino a poco tempo fa l’aortite sifilitica era responsabile del maggior numero dei casi localizzati al tratto ascendente e all’arco; a livello dell’istmo dell’aorta la patologia traumatica è ancora oggi la più rilevante.
Gli aneurismi aortici manifestano sintomi diversi a seconda della loro localizzazione: raucedine, tosse, difficoltà di respiro o di deglutizione. Sono in genere facilmente riconoscibili alle comuni indagini radiologiche (radiografie dirette o con mezzo di contrasto, TAC, ecografia).
La terapia è chirurgica: si possono, in certi casi sostituire tratti di arteria aneurismatici con protesi artificiali. Va precisato che la rottura di un aneurisma costituisce sempre una condizione d’emergenza che ha nell’intervento chirurgico d’urgenza l’unica possibilità di cura.

Se è “scollata”
La dissezione aortica è lo scollamento della tonaca intima del vaso con la formazione di una via di flusso sanguigno fra questa e le altre tonache di rivestimento del vaso. Costituisce la più frequente e la più importante patologia acuta a carico dell’aorta e, se non trattata, è quasi sempre mortale. La diagnosi tempestiva e le attuali possibilità di cura consentono alla maggior parte dei pazienti di sopravvivere. L’arteriosclerosi costituisce la condizione predisponente quantitativamente più importante. La dissezione comincia a verificarsi a partire dal tratto ascendente e può estendersi in entrambe le direzioni. La condizione può manifestarsi con sintomi diversi: la comparsa improvvisa ed estesa del processo di dissezione costituisce una condizione però quasi sempre di emergenza, caratterizzata da un dolore lancinante, paragonabile a quello dell’infarto miocardico acuto, localizzato prevalentemente al torace. A questi sintomi si associano segni di shock, tali da rendere inevitabile il ricovero nelle unità di cura intensiva.

Il trattamento può essere medico o chirurgico: la presenza di emorragia interna, di compromissione del circolo cerebrale, di un’insufficienza aortica acuta, di progressiva ed inarrestabile estensione della dissecazione rendono improrogabile l’intervento chirurgico. Il trattamento medico tende, nei casi a prognosi favorevole, al controllo della pressione arteriosa e alla riduzione della forza di contrazione del cuore (per stabilizzare il processo): vengono impiegati trimetafano e nitroprussiato, con l’associazione di betabloccanti. Anche in questo caso la prognosi a breve termine, senza intervento, rimane grave

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