Storie in Corsia: la lettera di Elisabetta
- 10/04/2026
“Storie in Corsia” è uno spazio dedicato ai pazienti che ci scrivono ogni giorno, che hanno scelto di raccontarci le proprie esperienze a lieto fine all’interno dell’ospedale Cardarelli.
Condividiamo con voi le parole di Elisabetta, nome di fantasia scelto per tutelare la privacy della figlia di una nostra paziente che ci ha inviato una lettera di ringraziamento e speranza.

“Vi scrivo con il cuore ancora pesante, è passato un po’ di tempo da quando la mia mamma ci ha lasciati. In questo tempo di silenzio e riflessione, i ricordi della sua degenza tornano spesso a trovarmi e, tra questi, brillano i vostri volti.
Voglio ringraziarvi uno ad uno, tutti voi formate una squadra straordinaria. In un luogo dove spesso si corre contro il tempo, voi avete trovato il modo di fermarvi. Grazie per aver risposto ai miei mille dubbi con pazienza e per aver accudito mamma con una delicatezza che è andata ben oltre il dovere professionale, proteggendo la sua dignità fino all’ultimo istante.
Siete stati il ponte tra la paura e la speranza, e poi quel porto sicuro quando abbiamo dovuto lasciarci andare all’addio. Mi ha commosso vedere come vi siete presi cura di lei come se fosse una vostra cara; ogni vostro gesto di conforto o parola dolce, rubata alla stanchezza dei turni, è arrivata dritta anche a me, aiutandomi a sopportare l’insopportabile.
Non è da tutti trasformare una professione in una missione così alta. Siete persone speciali perché trattate chi soffre prima di tutto come un essere umano, e mai solo come un paziente. Avete trasformato una corsia d’ospedale in un luogo di autentico calore, impedendomi di sentirmi sola mentre il mio mondo sembrava crollare.
Vi auguro di non perdere mai la vostra luce, perché per noi familiari è ciò che fa davvero la differenza. Grazie per aver camminato accanto a noi in questo difficile pezzo di strada. Non vi dimenticherò mai.
Con infinita gratitudine, vi voglio bene.
Un forte abbraccio,
Elisabetta”